il super negro.

By raffaelesiniscalco

13 ottobre 2010

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Category: immagineparole

2 Comments »

“bambini, silenzio”.
“maestra, michele mi appiccica le caccole sul grembiale”.
“michele, smettila di appiccicare le caccole sul grembiale di francesco.”
“ok”
“ditemi un po’ bambini…cosa vorreste fare da grandi?”
“io, io, maestra, io”
“dimmi michele”
“io maestra, da grande vorrei fare il negro”
“ahahahahahah” -risate dei bambini tutti-
“bambini zitti. zitti. michele…che vuol dire che vorresti fare il negro? vorresti fare l’uomo nero forse? far spaventare i tuoi amichetti?”
“no no maestra, vorrei fare proprio il negro. dire cose tipo: un’alba del cazzo oggi a detroit.
vapori verdi e puzza di messicani musi gialli sottopagati del cazzo che riempiono fottutissimi tacos di merda a tutte le ore.
un fratello nero mi sveglia dall’appartamento di fronte mentre grida alla sua compagna portoricana culona del cazzo di non toccare più quella sua fottuta roba bianca alludendo senza troppi giri di parole a quella partita di coca da tremila bigliettoni buttata lì, su quel fottutissimo mobiletto del cazzo all’ingresso, accanto al bilancino di precisione, che benedetto signore glorioso e celeste, attirerebbe a prima vista più sbirri in quel cazzo di appartamento di negri di quanto non farebbe un appetitoso stronzo caldo con un mucchio di mosche vogliose di succhiare fresco nettare anale.
c’è un uomo alto, lunghi baffi neri, ispidi, lunghi ed ispidi, lunghi baffi neri lunghi ed ispidi. i baffi ispidi. ispidi i baffi.
un uomo. sguardo basso e berretto che vive al terzo piano. l’uomo vive al terzo piano. non il suo berretto del cazzo. l’uomo vive al terzo piano con il suo berretto del cazzo. a detroit. detroit rock city.
dalla finestra del terzo piano l’uomo guarda passare una biondona mulatta alta un metro e ottanta con un palo di trenta centimetri che sbuca violento fra le sue cosce d’avorio.
che storia del cazzo fratelli.
johnny il bello dice d’ aver visto con i suoi due fottutissimi occhi del cazzo quella puttana bionda dall’uccello d’oro distesa sul divano giallo merda della taverna di jimmy wood strafatta di anfetamine intenta a succhiare cazzi a impenitenti bastardi del wisconsin…”
“alt alt alt! ma….michele…michele…”
“si signora maestra”
“michele, t-tu…tu sei proprio un super negro!”

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2 Responses to “il super negro.”

  1. sei un genio

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